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La saletta dei Veleni

Nel gennaio 1926 venne indetto un concorso per affidare le decorazioni del soffitto di questa saletta, detta anche “della Quadrifora” o “della Terrazza”.

Tra gli artisti partecipanti, Augusto Pagliarini (Ferrara, 1872-1960, nipote di Giovanni Pagliarini copista ottocentesco) propose arabeschi e medaglioni con immagini di grandi personaggi ferraresi e con vedute di località della provincia; Piccinini elaborò un progetto sul tema della bonifica idraulica ferrarese, mentre Caravita preparò un progetto con Amore e Psiche sul fondo di grottesche, in piena sintonia con le strutture esistenti. Il 20 febbraio 1926 i rappresentanti della Deputazione provinciale, non soddisfatti dei lavori pervenuti, invitarono il pittore ferrarese Carlo Parmeggiani (Ferrara 1881-Tradate, Varese, 1967) a rientrare da Milano, dove si era da tempo trasferito, per presentare con urgenza un bozzetto, imponendogli un tema eroico e celebrativo della grandezza italiana.

Carlo Parmeggiani fu autore di acquerelli, acqueforti e xilografie; a lui si devono il progetto e l’esecuzione pittorica della decorazione del soffitto a volta ribassata della “Saletta dei Veleni” conclusa nel 1927.
Il risultato, ancora oggi visibile, del progetto per questa saletta interpreta gli ideali patriottici del regime.
La lettura si dipana dall’immagine allegorica del divino, il sole d’oro raggiante che domina la stanza dal centro del soffitto, mentre il fascione inferiore, decorato sui quattro lati, presenta sul lato orientale la personificazione dell’Italia, che regge il fascio littorio. La figura ideale della Patria si erge da un altare votivo e ha ai lati due gruppi, “armati” rispettivamente di spade, falci e zappe, che raffigurano l’Esercito e l’Agricoltura; sul versante occidentale, al di sopra delle vetrate che chiudono la quadrifora, e sul lato meridionale sono rappresentate le Colonie, ridestate dalla civiltà italiana (coloniae ab inertia redemptae) attraverso l’Industria, i cui rappresentanti brandiscono picconi, incudine e martelli, le Arti e le Scienze; sulla parete nord l’eroe della Politica, con le sembianze del ferrarese trasvolatore atlantico Italo Balbo, vincitore, ma umanamente rispettoso del dolore della madre piangente il figlio sconfitto.
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