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La sala degli Stemmi

È uno dei luoghi del Castello Estense che rappresenta l'ultima trasformazione del grande monumento. Dopo essere stato struttura di difesa e residenza principesca dei duchi estensi, con l'anno della devoluzione (1598) diventò Palazzo del Governo.

Qui si insediò il potere politico rappresentato dai cardinali legati - mentre il vescovo continuava a dimorare nella sua sede storica - che governarono da questo luogo i possedimenti padani e transpadani di Santa Romana Chiesa fino al momento in cui cessò il potere temporale del Papato.

Qui si esercitò successivamente il potere civile rappresentato dai prefetti, i quali fino all'anno 2000 hanno avuto negli ambiti del Castello anche la loro residenza.
Dalle carte relative al progetto di Pirro Ligorio (1500 ca.-1583) per la "Libraria" e per l'"Antichario" nel Castello di Ferrara, si apprende che intorno al 1570 questa sala si presentava divisa in due ambienti: uno più ampio e uno più piccolo, a sud, che inglobava l'ultima delle cinque finestre sul cortile interno. Da un inventario del 1584 risulta che nel salone erano disposti oggetti, marmi e sculture della collezione estense, mentre nella saletta stavano gli oggetti di piccole dimensioni, per lo più vasi e bronzetti.
Fra la volta di copertura e l'attacco alle pareti una fascia dipinta, alta oltre quattro metri, reca in alto gli stemmi dei pontefici sotto i quali sono gli stemmi dei cardinali legati che avevano avuto da quei papi il mandato di esercitare la giurisdizione civile e politica dei beni della Chiesa.
La fascia, realizzata nei primi anni del 1600, recava in quel momento scudi anonimi alternati in colore argento e oro; a mano a mano che un cardinale succedeva all'altro nel controllo dello Stato e un pontefice succedeva all'altro al soglio pontificio, il suo stemma veniva apposto entro questo calendario del dominio dello Stato della Chiesa dal 1598 al 1859.
L'impianto decorativo inferiore è ascrivibile al pittore-scenografo Giuseppe Migliari (Ferrara 1822-Odessa 1897), che prestò la sua opera coadiuvato da Celestino Tommasi (Ferrara 1796-Bologna 1868).
Sala degli stemmi - Castello Estense
Nel 1857, in occasione della visita a Ferrara di papa Pio IX, oltre ad ordinare alcuni stemmi cardinalizi, vennero realizzate sei vedute dei principali centri della Legazione: Comacchio, Ferrara, Lugo, Bagnacavallo (l'unica a non essere sormontata dallo stemma comunale), Pomposa e Cento.
Il riquadro annerito che spicca sulla parete nord ricorda il legato conte Filippo Folicaldi, la cui insegna, insieme alla sua memoria, è stata "cancellata" a seguito di un episodio di repressione durante il governo austriaco (1852) e delle dimissioni del conte dopo la sua implicazione in un processo (1856).
L'unità d'Italia è ricordata da due targhe dipinte, poste sopra le porte che conducono alla Sala dei Comuni e al cosiddetto "Salotto Azzurro", recanti rispettivamente le date del 6 settembre 1859, giorno in cui l'Assemblea delle Romagne rifiutò di sottostare al Governo temporale pontificio, e della votazione del 7 dicembre 1859, in cui si decise l'annessione al Regno di Sardegna sotto il re Vittorio Emanuele.
Dal 1860, agli emblemi dei cardinali lungo le pareti, già ampiamente rimaneggiati, vennero aggiunti quelli delle famiglie dei prefetti del Regno d'Italia.
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