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Il castello e il cinema

Il territorio è alla ribalta del cinema sin dal 1902, quando il ferrarese Rodolfo Remondini realizzò un filmato di 2-3 minuti relativo alla visita nella nostra città del Conte di Torino, proiettandolo al cinema “Edison” di Firenze, da lui gestito.

In oltre cent’anni sono stati realizzati nel territorio ferrarese circa quaranta opere del periodo ‘muto’, una cinquantina di lungometraggi e un centinaio di documentari, oltre a numerosi servizi televisivi effettuati in occasione di eventi di particolare rilevanza. L’attenzione è al paesaggio, ai monumenti, all'arte, alle pagine di storia che hanno contrassegnato il territorio.

In questo contesto il Castello Estense è stato il protagonista in più occasioni.
La storia di Ugo e Parisina ha ispirato “Parisina (Un amore alla Corte di Ferrara)” realizzato nel 1905 da Giuseppe De Liguoro su soggetto dello scrittore ferrarese Domenico Tumiati, oltre ai documentari “Amanti senza fortuna” (1949) di Vancini-Baruffi e “Tragedia d’amore” (1954) di Adolfo Baruffi.
Il Castello è stato poi il set quasi esclusivo (per interni ed esterni) di “Torquato Tasso” (1914) realizzato da Roberto Danesi; un cronista ebbe ad annotare allora che l’imponente monumento «si popolò di una strana folla di armigeri e cortigiani cinquecenteschi...».
Riflettori sul Castello in altri documentari come “Ferrara ducale” (1945) di Alessandro Tonegato - direttore della fotografia Antonio Sturla, considerato il pioniere del cinema ferrarese, che più volte, in altre occasioni, ha ripreso immagini del Castello -; “Vacanze a Ferrara” (1961) di Fabio Medini; “Via dei Piopponi” (1961) di Gianfranco Mingozzi; “Ferrara, città spettacolo” (1988) di Giuliano Montaldo; “Ferrara” (1995) di Florestano Vancini.
Lo vediamo poi ripreso dall’alto in “Emilia Romagna - Marche” (1968) di Folco Quilici o riflesso nell’acqua in “Emilia Romagna, la volontà creatrice” (1981) del regista francese Frédéric Rossif.
Alla storia contemporanea, quella del periodo fascista, sono ispirati poi alcuni film, tra i quali quello in cui il monumento assume maggior rilievo è “La lunga notte del ’43” (1960) di Florestano Vancini, con un Castello ricostruito in studio per ragioni organizzative, ma così vero che nemmeno i ferraresi si accorsero della finzione.
In altri film è teatro di alcuni avvenimenti delle storie narrate: “Giovinezza giovinezza” (1969) di Franco Rossi, “Il giardino dei Finzi Contini” (1970) di Vittorio De Sica, “Delitto di regime (Il caso Don Minzoni)” (1973) di Leandro Castellani, “Amore amaro” (1974) di Florestano Vancini, “Gli occhiali d’oro” (1988) di Giuliano Montaldo.
Il territorio ferrarese, poi, è stato il set di altri importanti film, ispirando registi di fama come Luchino Visconti (“Ossessione”), Roberto Rossellini (“Paisà”), Mario Soldati (“La donna del fiume”), Michelangelo Antonioni (“Il grido” e “Al di là delle nuvole”), Ermanno Olmi (“Il mestiere delle armi”).
Ma l’avventura di Ferrara nel cinema prosegue con nuovi set di film e sceneggiati televisivi...
Ciak, a Ferrara si continua a girare.
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