- Presentazione
- Delizia (e altro): Storia di un nome, di un equivoco, di una tradizione
- Palazzi,castalderie e delizie...
- Descrittione della Porta di San Benedetto della città di Ferrara... (1671)
- Estensi a Ferrara: una lettura attraverso i documenti
Estensi a Ferrara: una lettura attraverso i documenti
COSTANZA CAVICCHI
Questo lavoro si propone come una prima ricognizione generale, di carattere documentario, finalizzata alla comprensione degli aspetti storico-artistici e costruttivi di quello che resta di una serie di rilevanti testimonianze architettoniche.
È noto che la definizione “delizia” riferita ai luoghi di svago o residenza saltuaria della famiglia d’Este viene coniata successivamente alla Devoluzione del 1598. Nel 1621 Alberto Penna, nella pubblicazione qui riprodotta, elabora una prima definizione di “luoghi deliziosi” riferita appunto ai giardini e alle residenze estensi dislocate intorno alle mura della città, descrivendone le condizioni già critiche di piena decadenza dopo appena un ventennio di dominio pontificio: cancellata l’isola di Belvedere per far posto alla fortezza papalina, abbandonati i giardini come pure gli edifici cui facevano capo, per i “luoghi deliziosi” si avvia subito dopo il 1598 un processo di rapido declino che porterà alla quasi totale distruzione di un notevole patrimonio artistico di cui non rimangono attualmente che alcuni notevoli frammenti.
Un destino di completa distruzione caratterizza il grande complesso di Belfiore, connotato dallo studiolo di Leonello e dalle successive importanti trasformazioni volute dal Cardinale Ippolito II, così come accade per la villa di Baura, le Casette di Comacchio, le ville di Consandolo, Medelana, Quartesana.
Il grande e notevolissimo frammento di Belriguardo resta a testimoniare, con la Sala della Vigna, la fertile parentesi artistica che sotto il ducato di Ercole II vede all’opera la straordinaria equipe costituita dai Dossi, i Filippi, Girolamo e Tommaso da Carpi, attivi anche in Castello, a Copparo e alla Montagna di Sotto.
Di questi complessi organismi architettonici e paesaggistici, molto articolati sul territorio e strettamente correlati alle vie d’acqua, rimangono solo alcune parti ampiamente rimaneggiate nei secoli successivi, dato che il riuso di queste strutture, se da un lato ha posto le condizioni per una loro parziale conservazione, dall’altro ne ha però decretato profonde e spesso irreversibili trasformazioni.
La quasi totale distruzione dei cicli decorativi di epoca estense e la completa perdita dei giardini, apparati tutt’altro che secondari nella concezione di questi luoghi, rendono quindi ancor più necessaria una attendibile ricostruzione documentaria per restituire alle delizie una adeguata dimensione storico-artistica, anche ai fini di futuri interventi di restauro, conservazione e valorizzazione.
In questa ricerca si è voluto procedere ad un riordino delle fonti scritte disponibili, primo e necessario passo per letture successive più complesse che possano incrociare fonti dirette (rilievi sull’edificio, sondaggi, scavi archeologici, studio dei sistemi costruttivi) con i documenti cartacei.
Marcantonio Pasi,
"Ferrariae Regio (...) cosmographia", 1571
Particolare de Le Casette di Comacchio,
(Modena, Archivio di Stato)
Attraverso questo primo lavoro di ricostruzione è stato possibile comprendere l’entità delle varie trasformazioni succedutesi nel corso dei secoli e identificare in parte gli artefici della costruzione e delle fasi di decorazione. Dalla tavola sinottica è possibile accedere ai documenti di riferimento per approfondire la lettura e meglio contestualizzare il singolo evento.
La sezione iconografica raccoglie testimonianze grafiche e cartografiche riferite alle singole delizie, utilizzabili in futuro, se confrontati con i dati materiali e quelli d’archivio, anche per ricostruire graficamente alcuni assetti che comprendano edifici e giardini, relazionati a particolari periodi e fasi costruttive. Un esempio per tutti: il caso del Verginese. Grazie ai documenti trovati in questa ricerca è stato possibile rileggere le permanenze del tracciato di un giardino-pomario, poi riproposto come progetto di ricostruzione dalla paesaggista Ada Segre ed ora in corso di realizzazione.
La ricerca si configura essenzialmente come una base documentaria di agile consultazione, passibile di ampliamenti ed ulteriori elaborazioni.
Marcantonio Pasi,
"Ferrariae Regio (...) cosmographia", 1571
Particolare del Palazzo di Copparo,
(Modena, Archivio di Stato)
