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  <title>La storia</title>
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  <item rdf:about="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/1200_1600">
    <title>Dal 1200 al 1600</title>
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    <description>La Corte Estense</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p id="_mcePaste" style="text-align: justify; ">Nel 1264 <strong>Obizzo d’Este</strong> ebbe la meglio sulla rivale famiglia dei Salinguerra, potente famiglia di ispirazione ghibellina, tanto che per oltre tre secoli la scena politica della città e del territorio di Ferrara fu dominata dalla famiglia d’Este. Durante il primo secolo di Signoria, Ferrara ebbe uno sviluppo urbano sorprendente: vide le proprie mura espandersi sino a quattro volte la loro estensione, vaste aree del Delta padano vennero bonificate, l’arte e la cultura vissero momenti di alto valore e risonanza.</p>
<p id="_mcePaste" style="text-align: justify; "><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/nicoloII.jpg" alt="Nicolò II" class="image-left" title="Nicolò II" />Con <strong>Nicolò II d’Este</strong> il potere della casata si confermò definitivamente. Nel <strong>1385</strong>, però, il popolo ferrarese stremato dalla carestia e dalla fame insorse contro i governanti tanto che Nicolò sentendosi in pericolo ordinò all'architetto <strong>Bartolino da Novara</strong> la costruzione di una <strong>fortezza</strong>. Questa divenne il simbolo di una grande forza politica e militare che tolse ogni velleità alle famiglie ferraresi in competizione con gli Este nel controllo della città.</p>
<p style="text-align: justify; ">Dopo Nicolò II resse il potere per pochi anni il fratello <strong>Alberto V</strong> che seppe governare con uno sguardo sensibile alle arti ed agli studi.</p>
<p id="_mcePaste" style="text-align: justify; ">Il figlio di Alberto, <strong>Nicolò III</strong>, era dotato di un grande fiuto politico che gli consentì di dare solidità allo Stato mettendolo in grado di affacciarsi sullo scenario delle vicende italiane.</p>
<p id="_mcePaste" style="text-align: justify; ">A Nicolò successero nell’ordine i figli Leonello, Borso e Ercole.</p>
<p id="_mcePaste" style="text-align: justify; "><strong><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/leonello.jpg" alt="Leonello" class="image-left" title="Leonello" />Leonello</strong>, principe illuminato nella politica, raffinato ed amante dell’arte, diede impulso ad un insigne circolo umanista in cui spiccavano il maestro Guarino da Verona, Angelo Decembrio e Leon Battista Alberti.</p>
<p id="_mcePaste" style="text-align: justify; "> </p>
<p id="_mcePaste" style="text-align: justify; "><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/BORSOtrasp.gif" alt="Borso" class="image-left" title="Borso" /><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify; "><strong>Borso</strong>, uomo d’azione, buon soldato, ambizioso e accorto uomo di stato, guadagnò alla famiglia il <strong>titolo Ducale</strong> nel <strong>1471</strong>. Ebbe un'incessante operosità nel sostenere l’economia, soprattutto attraverso la bonifica del territorio ferrarese per gran parte paludoso ed improduttivo.</p>
<p style="text-align: justify; "> </p>
<p id="_mcePaste" style="text-align: justify; "><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/ercole1.jpg" alt="Ercole I" class="image-left" title="Ercole I" /><strong>Ercole I</strong> regnò dal 1471 al 1505 dopo un duro scontro con il nipote Nicolò, figlio di Leonello, che tentò di assicurarsi il potere portando la rivolta nella città di Ferrara nel 1476, tanto che <strong>Eleonora d'Aragona</strong>, moglie di Ercole, trovò precipitosamente rifugio con i figli nel Castello di San Michele. Durante il ducato di Ercole si eseguirono nuovi ed importanti lavori di decorazione in Castello, sia in esterno che in interno, ma soprattutto si realizzarono significativi ampliamenti e trasformazioni lungo la direttrice che dal vecchio palazzo giungeva alle sale vicine alla Torre dei Leoni. Alla sua lungimiranza dobbiamo il grande ampliamento delle mura cittadine, la cosiddetta Addizione Erculea, che, commissionata al grande architetto Biagio Rossetti, cambiò radicalmente l’aspetto della città.</p>
<p id="_mcePaste" style="text-align: justify; "><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/alfonso1.jpg" alt="Alfonso I" class="image-left" title="Alfonso I" />Ad Ercole successe il figlio <strong>Alfonso I</strong> che ebbe al suo fianco, in prime nozze, <strong>Anna Sforza</strong> e, in seconde, <strong>Lucrezia Borgia</strong> (figlia di papa Alessandro VI). Il ducato ottenne con Alfonso I un innegabile sviluppo grazie sia ad una dinamica politica che lo vide impegnato, tra l’altro, nelle guerre contro Venezia (1505) e negli scontri contro l’esercito papale di Giulio II, sia ad una crescita artistica e culturale la cui massima espressione si rintraccia nell’incremento delle collezioni estensi con oggetti d’arte conservati, poi, nei famosi Camerini Dorati che Alfonso stesso fece costruire sopra la via Coperta.</p>
<p id="_mcePaste" style="text-align: justify; "><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/ercole2.jpg" alt="Ercole II" class="image-left" title="Ercole II" />Ad Alfonso succedette, nel 1534, anno della sua morte, il figlio <strong>Ercole II</strong>, che sposò <strong>Renata di Francia</strong> (figlia del re di Francia Luigi XII). Durante il ducato di Ercole II Ferrara vide la realizzazione di molte opere pubbliche, l'espansione degli Studi universitari, ed in generale un discreto consolidamento dell’economia. La solidità economica del ducato era evidente anche per i grandi lavori di ampliamento ed abbellimento che Ercole ordinò per il Castello all’architetto e pittore <strong>Girolamo da Carpi</strong> trasformando definitivamente l’edificio in quel fiabesco ibrido architettonico tra un palazzo di corte e castello che oggi ammiriamo.</p>
<p id="_mcePaste" style="text-align: justify; ">Ercole II morì nel 1559 lasciando la conduzione del ducato al figlio <strong>Alfonso II</strong>. La solidità politica del ducato estense venne minata dall'assenza di una discendenza maschile legittimata alla successione di Alfonso II. I tre matrimoni con <strong>Lucrezia de’ Medici</strong>, <strong>Barbara d’Austria</strong> e <strong>Margherita Gonzaga</strong>, non furono sufficienti ad allontanare le mire dello Stato della Chiesa. Alfonso II, per evitare un’annessione annunciata ed il declino del suo casato, tentò varie strade come la partecipazione alla crociata contro i turchi e la vana pretesa alla successione del trono di Polonia; partecipò a battaglie e trattò diplomaticamente a vari livelli con il Papa. Il ducato venne stremato economicamente da tutte queste infruttuose imprese e da un disastroso <strong>terremoto</strong> che nel <strong>1570</strong> colpì la città. Il castello subì molti danni ed il duca ne dispose il restauro accompagnandolo con la realizzazione di un interessante ciclo decorativo che tuttora ritroviamo nell’Appartamento detto Dello Specchio.</p>
<p id="_mcePaste" style="text-align: justify; ">La morte di Alfonso II nel 1597 senza un erede legittimo e nemmeno un successore riconosciuto dalla Chiesa costrinse gli Este ad abbandonare la città di Ferrara e la residenza del Castello, nel <strong>1598</strong>, per un <strong>forzato trasferimento</strong> della loro sede <strong>nel vicino ducato di Modena</strong>.</p>]]></content:encoded>
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      <dc:subject>laStoria</dc:subject>
    
    <dc:date>2013-02-22T13:25:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/dal-1600-al-1900">
    <title>Dal 1600 al 1900</title>
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    <description>Dai cardinali alle prefetture</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Alfonso II morì nel 1597 senza eredi diretti ed il prestigioso Ducato di Ferrara venne profondamente segnato da questo evento che lo vide trasformato in una provincia periferica dello <strong>Stato della Chiesa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify; "><span>Il papa Clemente VIII approfittò del problema dinastico per revocare l’investitura agli Estensi che furono costretti a lasciare nel 1598 la città per trasferire la loro sede a Modena, città e territorio a loro disposizione per investitura imperiale.</span></p>
<p style="text-align: justify; "><span> </span>L’evento fu determinante per la storia della città e del <strong>Castello Estense</strong>, ora <strong>sede dei Cardinali Legati</strong>, e significò tra l’altro l’inizio di un processo di dispersione delle importanti raccolte d’arte che gli Estensi avevano sino a quel momento accumulato. Quasi tutte le opere d’arte vennero trasferite al palazzo Ducale di Modena ove andarono a comporre il nucleo principale della successiva raccolta d’arte della famiglia Estense, mentre molte vennero disperse già in quel frangente per comparire poco più tardi in importanti raccolte romane. Il passaggio del Castello sotto il controllo diretto dello Stato della Chiesa e dei legati Cardinali,  non portò certo a nuovi grandi arricchimenti architettonici e decorativi dell’edificio ma ne garantì una buona condizione di manutenzione.</p>
<p style="text-align: justify; "> </p>
<h3><span><strong>XVII </strong>E XVIII SECOLO</span></h3>
<p style="text-align: justify; "><span>Nel corso del Seicento e del Settecento, si ha memoria di interventi in limitatissime parti del Castello e quasi esclusivamente di messa in decoro senza trasformazioni architettonicamente ed artisticamente importanti. </span>Sono stati in qualche caso interventi immediati a seguito della Devoluzione per dare segno tangibile della nuova situazione politica, in particolare nelle Sale di maggior esposizione pubblica della funzione di governo e nella residenza del Cardinale: ala di palazzo della Via Coperta, ali tra la torre Marchesana e quella di San Paolo e tra le torri di San Paolo e di Santa Caterina sino all’Appartamento della Pazienza.</p>
<p style="text-align: justify; ">Inoltre, in seguito a due <strong>incendi </strong>avvenuti nel <strong>1634</strong> e nel <strong>1718</strong> andarono perduti importanti decorazioni ed affreschi, come nel caso di quelli da alcuni attribuiti a Dosso e Battista Dossi, nella via Coperta.</p>
<p style="text-align: justify; "><span>Anche in esterno si vedono poche tracce dovute ad interventi di quel periodo, il più evidente di questi è il piccolo balconcino in legno sormontato da un medaglione in pietra che attorno al 1773 venne fatto costruire dal cardinale Scipione Borghese per realizzare un punto focale di grande fascino. Da lì si vedevano un tempo tre importanti porte della città: la porta degli Angeli a nord in fondo a corso Ercole I d’Este, la porta est in fondo a corso Giovecca e la porta ovest in fondo allora al canale Panfilio oggi viale Cavour.</span></p>
<p style="text-align: justify; "><span> </span></p>
<p style="text-align: justify; "> </p>
<h3><strong>XIX SECOLO</strong></h3>
<p style="text-align: justify; ">L’apparente tranquillità politica di Ferrara ebbe uno scossone nel <strong>1796</strong> quando le truppe <strong>francesi</strong> di Napoleone invasero la città ed occuparono il Castello.<br />Di quel breve periodo, che vide anche alcune porzioni del monumento affittate a residenza privata, non restano segni evidenti se non in una piccola saletta del primo ammezzato dell’ala sud, con accesso dalla via Coperta, che reca in un graffito, opera probabile di un prigioniero politico, una lunga raffigurazione di una processione religiosa, di uno schieramento militare ed una esecuzione capitale sotto le insegne rivoluzionarie dell’Albero della Libertà.</p>
<p style="text-align: justify; ">Dopo i Francesi furono gli <strong>Austriaci</strong> ad occupare il Castello nel <strong>1813</strong> ed a vigilare sulla Restaurazione e sul ritorno dei rappresentanti politici dello Stato della Chiesa. Il Castello ritornò all’usuale destinazione che ne avevano dato i Cardinali Legati, con in più una piccola guarnigione militare e con il ritorno in uso di diverse celle destinate ai prigionieri politici.</p>
<p style="text-align: justify; ">Fu in questo periodo e sino al <strong>1860</strong>, anno dell’<strong>annessione di Ferrara al Regno d’Italia</strong>, che diversi pittori, come Francesco Saraceni, Gaetano Domenichini, Francesco Migliari, vennero di nuovo chiamati a lasciar traccia del gusto artistico ottocentesco in Castello ed in specie in quella porzione del piano nobile scelta in quei decenni come residenza privata e rappresentanza vale a dire le sale tra lo Scalone elicoidale, la torre Marchesana, l’ala della via Coperta e la torre di San Paolo.</p>
<p style="text-align: justify; ">Le sale di quelle zone del Castello, conservando per lo più lo stesso assetto decorativo, sono rimasti alloggio e <strong>ambienti di rappresentanza delle Prefetture</strong> che si susseguirono in Castello <strong>fino al 2001</strong>.</p>]]></content:encoded>
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    <dc:date>2013-02-25T13:20:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/dal-1900-ad-oggi">
    <title>Dal 1900 ad oggi</title>
    <link>https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/dal-1900-ad-oggi</link>
    <description>Il Castello Estense dal 1900 ad oggi</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Il buono stato di conservazione nel quale il Castello Estense venne a trovarsi all’inizio del secolo ventesimo, a pochi passi da una più rassicurante cultura della conservazione e del restauro dei monumenti, deriva dal fatto che è comunque rimasto nel corso della sua storia un edificio vivo per tutto il suo passato, senza aver subito traumatici momenti di abbandono, e dissociazioni della sua forte immagine da importanti funzioni di governo del territorio.</p>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify; "></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify; ">Dopo il passaggio al demanio del Regno d’Italia e l’<strong>asta pubblica del 1874,</strong> che vide la <strong>Deputazione Provinciale</strong> acquistare l’edificio, si prospettò per il Castello di Ferrara, per quasi tutto il 20° secolo, un utilizzo impostato ancora a <strong>rappresentanza</strong> ed in parte maggiore ad <strong>uffic</strong><b>i</b> di istituzioni ed Enti Locali e di Stato.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify; "></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify; ">Sul Corriere Padano nel 1927 comparve un articolo dal titolo <i>“Per il decoro e per l’arte: sgomberiamo il Castello Estense”</i>. Fu la prima volta che questo concetto venne espresso apertamente ed iniziò a farsi spazio nella coscienza del mondo politico e culturale della città di Ferrara.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify; "></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify; ">Ma sarà proprio la<strong> Provincia di Ferrara</strong>, tuttora sua <strong>proprietaria</strong>, che saprà accompagnare, dagli anni Ottanta ad oggi, il Castello al suo più corretto <strong>restauro</strong> e ad una <strong>funzione museale</strong> moderna e comunicativa di ogni suo contenuto artistico e monumentale.</div>
<div style="text-align: justify; "></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify; "></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify; ">Oggi il Castello Estense di Ferrara è il simbolo della città, prestigioso esempio conservato di castello medievale e contemporaneamente di residenza rinascimentale.</div>]]></content:encoded>
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    <dc:creator>elena</dc:creator>
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  <item rdf:about="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-estensi">
    <title>Gli Estensi</title>
    <link>https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-estensi</link>
    <description>L'albero genealogico della Famiglia Estense.</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<table class="plain" summary="Estensi">
</table>
<p><strong><a href="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/albero-genealogico-degli-estensi" class="internal-link"><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/albero-genealogico" alt="Albero genealogico" class="image-inline" title="Albero genealogico" /></a><a href="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/albero-genealogico-degli-estensi" class="internal-link">&lt; Apri</a></strong></p>
<p> </p>
<p dir="ltr" style="height: 1.38; text-align: justify;"><span>La vicenda della Casa d’Este, che ha governato Ferrara dal 1264 al 1598, si è naturalmente sempre intrecciata con gli eventi storici delle diverse epoche che ha attraversato. </span></p>
<p><span id="docs-internal-guid-26d429fc-7fff-ad86-2278-62b41714248f"> </span></p>
<p dir="ltr" style="height: 1.38; text-align: justify;"> </p>
<p> </p>
<table class="plain" summary="Estensi">
<tbody>
<tr>
<th>
<p><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/obizzo2.jpg" style="float: left; " title="Obizzo II" class="image-inline" alt="Obizzo II" /></p>
<p> </p>
</th><th>
<p><strong><a name="obizzoII"></a>Obizzo II d'Este</strong><br style="text-align: justify; " /><span style="text-align: justify; ">(1247c. - 1293)</span></p>
<p><span style="text-align: justify; "><span id="docs-internal-guid-65463417-7fff-09b6-a631-cf914ecbcd6d"><span>Nominato nel 1264 signore assoluto dal Consiglio cittadino</span></span></span></p>
</th>
</tr>
<tr>
<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/AldobrandinoII.jpg" alt="Aldobrandino II" class="image-inline" title="Aldobrandino II" /></td>
<td>
<p><strong><a name="aldobrandinoII"></a>Aldobrandino II</strong></p>
<p dir="ltr" style="height: 1.38; text-align: justify;"><span>Fu signore di Ferrara dopo un periodo di lotte per la supremazia sulla città che videro gli Estensi costretti a lasciare il potere per quasi nove anni, dovendo cedere alle forze del Papa. Alla morte del fratello maggiore Azzo VIII d'Este, nel 1308, </span><span> divenne formalmente marchese di Ferrara</span></p>
<p><span style="text-align: justify; "><span id="docs-internal-guid-a188d444-7fff-9a01-663d-5382eda3e3f9"> </span></span></p>
<p dir="ltr" style="height: 1.38; text-align: justify;"><span>(muore nel 1326) </span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/obizzo3.jpg" alt="Obizzo III" class="image-inline" title="Obizzo III" /></td>
<td>
<p><span style="text-align: justify; "><strong><a name="obizzoIII"></a>Obizzo III (1294-1352)</strong></span></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Nacque il 14 luglio 1294 da Aldobrandino II e da Alda di Tobia Rangoni. Fino alla morte, avvenuta il 20 marzo 1352 a seguito di grave malattia, continuò a muoversi sulle linee che furono gli assi portanti della sua politica estera e cioè i buoni rapporti con la S.Sede, con i Visconti, con gli Scaligeri e con Bologna. Obizzo III fu uno dei principi di casa d’Este più amati dal popolo, ma anche uno dei più accorti riformatori sotto l’aspetto istituzionale. Per sua volontà infatti si effettuarono cambiamenti istituzionali destinati ad avere sviluppi di vasta portata nell’organizzazione delle future strutture politico-amministrative dello “Stato” estense. A lui si fa risalire inoltre il primo esercizio di monetazione autonoma estense: a partire dal 1346 egli battè moneta a proprio nome realizzando di fatto un controllo sulle istituzioni economiche della città. </span><br style="text-align: justify; " /><span style="text-align: justify; "> </span></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Sposò in prime nozze Giacoma di Romeo Pepoli e in seconde nozze </span><span style="text-align: justify; ">Lippa Ariosti.</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/nicoloII.jpg" alt="Nicolò II" class="image-inline" title="Nicolò II" /></td>
<td>
<p><strong><a name="nicoloII"></a>Nicolò II (1338-1388)<br /></strong><span style="text-align: justify; "> </span></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Nato nel 1338, detto “lo zoppo” per un’infermità derivatagli dalla gotta, succedette al fratello Aldobrandino alla morte di questo nel 1361. Cercò di consolidare la sua posizione rispetto agli altri Stati padani sia attraverso il matrimonio con la veronese Verde della Scala, sia con l’imparentamento di fratelli, sorelle e nipoti con esponenti delle famiglie Gonzaga, Da Polenta e Malatesta. Acquistò nel 1376 la città di Lugo. Si impossessò inoltre di Bagnacavallo e Cotignola assumendo quindi una posizione molto forte in Romagna. Ampliò il suo dominio in territorio veneto conquistando nel 1385 il castello di Conselice e quello di Zangonara . Malgrado tanti successi, Nicolo’ dovette affrontare all’interno della sua città pesanti traversie tra le quali inondazioni, carestie e la peste; eventi che prostrarono gli abitanti di Ferrara che, già oberati di tasse, allorché nel 1385 venne stabilito un consistente aumento della pressione fiscale, si ribellarono ed il 3 maggio invasero la cancelleria di corte uccidendo il responsabile della politica fiscale della città. Tale episodio portò Nicolò alla decisione di costruire un'inespugnabile fortezza come difesa contro la furia del popolo. Il <strong>Castello di San Michele</strong> venne innalzato sotto la direzione dell’architetto Bartolino Ploti da Novara. </span></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Nicolò morì il 26 maggio 1388. </span></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Durante il suo lungo dominio trasformò Ferrara, da luogo paludoso e malsano, in città pulita con strade lastricate, mirabili edifici in pietra, fortezze e torri. Allo stesso tempo perfezionò la struttura istituzionale ed amministrativa della corte e, nel 1381, introdusse la “lira” ferrarese o ”Lira Marchesana” più che altro moneta di rappresentanza anziché vera e propria valuta di scambio. </span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/alberto.jpg" alt="Alberto" class="image-inline" title="Alberto" /></td>
<td>
<p><strong><a name="AlbertoV"></a>Alberto V (1347-1393)</strong><br style="text-align: justify; " /><span style="text-align: justify; "> </span></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Morti i fratelli Aldobrandino III, Nicolò II e Ugo, dal 1370 toccò a lui assumere con pienezza di poteri il governo di Ferrara. Fu pio, indulgente e studioso.</span><br style="text-align: justify; " /><span style="text-align: justify; ">Nel 1391 si recò a Roma per cercare di riconquistare la fiducia del Papa incrinatasi dopo la sua partecipazione alla lega di Giangaleazzo Visconti contro i Carraresi padovani. Papa Bonifacio IX, lieto di questo omaggio, gli accordò largamente tutti i privilegi richiesti tra cui la legittimazione del figlio Nicolò. Vennero inoltre cancellati i debiti che gli Estensi avevano con la chiesa, rinnovata la loro investitura a vicari papali e accordato il diritto di fondare a Ferrara un’università. Alberto, conscio dei limiti economici e militari del suo stato di fronte allo strapotere di altri, cominciò a pensare ad una città centro della rinascenza in grado di abbagliare con il fasto e la magnificenza. Inaugurò a questo fine una politica perseguita a lungo dai suoi successori avviando una serie di opere che cambiarono il volto della città: fece pavimentare le piazze, edificare chiese e conventi ed iniziare la costruzione del palazzo detto del Paradiso, del primo piano del palazzo di Schifanoia e della delizia di Belfiore. </span></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Morì il 30 agosto del 1393.</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/nicolo3.jpg" alt="Nicolò III" class="image-inline" title="Nicolò III" /></td>
<td>
<p style="text-align: justify; "><strong><a name="nicoloIII"></a>Nicolò III (1383-1441)<br /></strong></p>
<p style="text-align: justify; ">Nacque il 9 novembre 1383 e subentrò al padre immediatamente dopo la sua morte. Nel 1394 sposò Gigliola, figlia quindicenne di Francesco Novello da Carrara. Il 18 ottobre 1402 Nicolò riaprì l’Ateneo ferrarese e chiamò ad insegnarvi celebri maestri tra i quali Antonio da Budrio, Giovanni da Imola e Pietro d’Ancarano. Scese nel conflitto tra Padovani e Veneziani, con il fine di riconquistare il Polesine di Rovigo in mano alla Serenissima, ma coinvolto in una serie di sconfitte, dovette cedere definitivamente, con la pace del 25 maggio del 1405, il Polesine ed Este</p>
<p style="text-align: justify; ">Nel 1412 iniziò la costruzione della Torre del Duomo di Ferrara. Due anni dopo la morte di Gigliola sposò, nel 1418, Laura Malatesta detta <strong>Parisina</strong> anche se da lunghi anni aveva intrecciato una relazione con <strong>Stella dei Tolomei</strong>, detta dell’Assassino, che gli diede quei figli destinati a scrivere le pagine più tragiche e più belle della storia della casata estense: Ugo, Leonello e Borso. Ugo, innamoratosi di Parisina, intrecciò con lei una relazione amorosa, che venne scoperta da Nicolò. I due amanti furono condannati a morte e la sentenza di decapitazione venne eseguita la notte del 21 maggio 1425 nei sotterranei del castello.</p>
<p style="text-align: justify; ">Nel 1429 sposò <strong>Ricciarda di Saluzzo</strong> da cui nacquero Ercole e Sigismondo, il primo dei quali destinato a subentrare ai fratellastri Leonello e Borso. L’intensa attività diplomatica di Nicolò III fece guadagnare allo Stato Estense un ruolo di primaria importanza nel quadro politico degli Stati italiani tanto che Ferrara venne scelta quale sede del Concilio. Il 26 dicembre 1441 un male improvviso, dovuto forse alla somministrazione di un veleno, pose fine alla sua esistenza.</p>
<p style="text-align: justify; ">Nicolò III fu un abile e avveduto politico. Anticipando lo splendore rinascimentale della corte si interessò a varie arti e forme di artigianato quali la musica, la miniatura, l’orologeria, l’oreficeria, il ricamo e l’arazzeria. Ferrara divenne, a partire da Nicolò III, una delle capitali più prestigiose del Rinascimento italiano.</p>
</td>
</tr>
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<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/ugo.jpg" alt="Ugo" class="image-inline" title="Ugo" /></td>
<td><strong><a name="ugo"></a>Ugo</strong><span style="text-align: justify; "> <strong>(1405 - 1425)</strong></span></td>
</tr>
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<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/meliaduse.jpg" alt="Meliaduse" class="image-inline" title="Meliaduse" /></td>
<td><strong><a name="meliaduse"></a>Meliaduse (1406-1452)</strong><br style="text-align: justify; " /></td>
</tr>
<tr>
<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/leonello.jpg" alt="Leonello" class="image-inline" title="Leonello" /></td>
<td>
<p><strong><a name="leonello"></a>Leonello d'Este</strong><span style="text-align: justify; "> <strong>(1407-1450)</strong></span><br style="text-align: justify; " /><span style="text-align: justify; "> </span></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Succedette al padre Nicolò III alla sua morte. Principe illuminato nella politica, raffinato ed amante dell'arte, diede impulso ad un insigne circolo umanista, lo Studiolo di Belfiore, attorniato dal maestro Guarino da Verona, da Angelo Decembrio e da Leon Battista Alberti.</span><br style="text-align: justify; " /><span style="text-align: justify; ">Sposò nel 1435 </span><span style="text-align: justify; "><strong>Margherita Gonzaga</strong></span><span style="text-align: justify; "> e, nel 1444, </span><span style="text-align: justify; "><strong>Maria di Aragona.</strong></span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/BORSOtrasp.gif" alt="Borso" class="image-inline" title="Borso" /></td>
<td>
<p><strong><a name="borso"></a>Borso d'Este (1413-1471)</strong><br style="text-align: justify; " /><span style="text-align: justify; "> </span></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Subentrò al fratello Leonello e fu uomo d'azione, buon soldato, ambizioso ed accorto statista. Nel <strong>1471</strong> guadagnò alla famiglia il <strong>titolo Ducale</strong>. Operò incessantemente per sostenere l'economia, soprattutto attraverso la bonificazione del territorio ferrarese in gran parte paludoso e improduttivo. Sostenne l'università e l'arte sino a promuovere la realizzazione del famoso Ciclo pittorico dei mesi nella Delizia di Schifanoia e dell'eccelsa opera miniata denominata la Bibbia di Borso.</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/ercole1.jpg" alt="Ercole I" class="image-inline" title="Ercole I" /></td>
<td>
<p><strong><a name="ercole"></a>Ercole I (1431-1505)</strong></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Figlio di Nicolò III e Ricciarda da Saluzzo si formò alla corte aragonese di Napoli dove ricevette un’adeguata educazione militare e cavalleresca. Nel 1473 sposò </span><span style="text-align: justify; "><strong>Eleonora di Aragona</strong></span><span style="text-align: justify; "> da cui ebbe: Isabella, Beatrice, Alfonso, Ferrante, Ippolito e Sigismondo. Un'accorta politica matrimoniale tessé importanti alleanze per la corte estense: Alfonso sposò prima Anna Sforza poi, rimasto vedovo, Lucrezia Borgia figlia di papa Alessandro VI; Isabella andò sposa a Francesco Gonzaga marchese di Mantova e Beatrice andò in moglie a Ludovico Sforza detto il Moro.</span><br style="text-align: justify; " /><span style="text-align: justify; "> </span></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Durante il suo ducato Ercole si trovò a combattere i Veneziani (1482-1484) ponendo resistenza alla loro espansione verso sud. La guerra si concluse con la pace di Bagnolo (1484), che sancì la perdita del Polesine da parte degli Estensi.</span><br style="text-align: justify; " /><span style="text-align: justify; "> </span></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Alla sua lungimiranza dobbiamo il grande ampliamento della città, la cosiddetta <strong>Addizione Erculea</strong>, commissionata all'architetto Biagio Rossetti. In pochi anni, durante i quali i cantieri erano incessantemente all’opera per la realizzazione di mura, palazzi, strade, piazze e conventi, la città fu raddoppiata e da un piccolo borgo medievale sorse un gioiello urbanistico rinascimentale. Il Castello, già residenza della famiglia ducale, venne a trovarsi così al centro della città e venne avviato a trasformazioni che lo portarono a fungere quasi esclusivamente da residenza di corte.</span><br style="text-align: justify; " /><br style="text-align: justify; " /><span style="text-align: justify; ">Ercole I morì nel 1505 non senza aver designato quale suo successore il figlio Alfonso.</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/sigismondo.jpg" alt="Sigismondo" class="image-inline" title="Sigismondo" /></td>
<td><strong><a name="sigismondo"></a>Sigismondo</strong><span style="text-align: justify; "> <strong>(1433 - 1507)</strong></span></td>
</tr>
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<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/francesco.jpg" alt="Francesco" class="image-inline" title="Francesco" /></td>
<td><strong><a name="francescoI"></a>Francesco</strong><span style="text-align: justify; "> <strong>(1444-?)</strong></span></td>
</tr>
<tr>
<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/isabella.jpg" alt="Isabella" class="image-inline" title="Isabella" /></td>
<td>
<p><strong><a name="isabella"></a>Isabella (1474-1539)</strong><br style="text-align: justify; " /><span style="text-align: justify; "> </span></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Figlia di Ercole I d'Este e di Eleonora d’Aragona Isabella nacque a Ferrara nel 1474. Venne educata da Battista Guarini, figlio dell'umanista Guarino Guarini,  che alla corte d'Este dirigeva festività e rappresentazioni, seguiva artisti, poetesse e letterati. Lo Studiolo e la Grotta del Palazzo Ducale di Ferrara, stanze splendidamente ornate, furono i suoi monumenti gloriosi. Per questo e altri progetti ideò gli schemi allegorici, consultandosi con i suoi consiglieri umanisti. Donna di grande intelligenza, gusto e amore per l'arte, Isabella d'Este divenne signora di Mantova sposando nel 1490 </span><span style="text-align: justify; "><strong>Francesco Gonzaga</strong></span><span style="text-align: justify; ">. Il rapporto con il marito non fu tanto sentimentale quanto diplomatico. Il suo ruolo infatti fu principalmente quello di 'consigliere' nelle decisioni politiche e cercò sempre di porre rimedio agli errori che lui commise. Il suo desiderio di governare la signoria di Mantova si realizzò nel 1509 con la cattura del marito da parte dei veneziani. Durante il suo governo Mantova visse un grande periodo di splendore.</span></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Rimasta vedova, si dedicò interamente alla costruzione della carriera ecclesiastica del figlio Ercole, trasferendosi a Roma dove morì nel 1539.</span></p>
</td>
</tr>
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<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/beatrice.jpg" alt="Beatrice" class="image-inline" title="Beatrice" /></td>
<td>
<p><strong><a name="beatrice"></a>Beatrice (1475-1497)</strong></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Figlia di Ercole I d'Este e di Eleonora d'Aragona, nel 1491 sposò </span><span style="text-align: justify; ">Ludovico il Moro</span><span style="text-align: justify; ">. Si interessò sempre poco di politica, anche dopo che il marito assunse il ducato (1495), ma nella corte milanese fu dominatrice incontrastata, tanto da oscurare Isabella d'Aragona. Brillò per i suoi vestiti, per lo sfarzo, le feste, il lusso. Grande amante delle arti, e della musica in particolar modo, incarnò l'ideale rinascimentale della principessa italiana. Piena di grazia, ma anche molto fiera, non tollerò mai le rivali in amore e fece allontanare dalla corte le amanti del marito. Quando però fallì con Lucrezia Crivelli, preferì ritirarsi a vita privata.</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/alfonso1.jpg" alt="Alfonso I" class="image-inline" title="Alfonso I" /></td>
<td>
<p><strong><a name="alfonsoI"></a>Alfonso I (1476-1534)</strong></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Succedette al padre Ercole nel 1505 e sposò in prime nozze </span><span style="text-align: justify; "><strong>Anna Sforza</strong> </span><span style="text-align: justify; ">e in seconde<strong> </strong></span><span style="text-align: justify; "><strong>Lucrezia Borgia</strong></span><span style="text-align: justify; ">, figlia di papa Alessandro VI. Con lui il ducato ottenne un innegabile sviluppo, legato sia ad una dinamica politica che lo vide impegnato, tra l’altro, nelle guerre contro Venezia (1505) e negli scontri contro l’esercito papale di Giulio II, sia ad una crescita artistica e culturale. Egli infatti proseguì l'opera di ristrutturazione del castello già intrapresa dal padre e sempre supportata dall'architetto di corte Biagio Rossetti. Fece rimodernare l'appartamento della duchessa, accomodare altre ali e sale del Castello, completare le grandi cucine ducali e modificò e ampliò per se' l'appartamento-studio che fu del padre, sulla via Coperta, realizzando i Camerini dorati o d'alabastro, un vero e proprio programma decorativo al quale furono chiamati a collaborare i più grandi artisti del tempo tra cui Tiziano, i fratelli Dossi, Antonio Lombardo, Raffaello Sanzio e Giovanni Bellini.</span></p>
</td>
</tr>
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<td></td>
<td>
<p><strong><a name="giulio"></a>Giulio (1478-1561)</strong></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Giulio, il fratello più bello e scapestrato di Alfonso, e il fratellastro cardinale Ippolito erano divisi da un profondo rancore. I due, inizialmente uniti e spesso complici in feste e avventure galanti, avevano iniziato a detestarsi per motivi futili. A metterli definitivamente l’uno contro l’altro era venuto l’amore che entrambi nutrivano per una stessa avvenente damigella, la bellissima Angela Borgia, cugina di Lucrezia. La giovane dette apertamente la sua preferenza a Giulio, scatenando in questo modo l’ira del vendicativo cardinale il quale tentò di farlo uccidere riuscendo però solo a ferirlo. Il rancore profondo che Giulio provò da quel momento in poi per Ippolito si unì alla ambizione che un altro fratello, Ferrante, nutriva nei confronti del trono. Fra i due, quindi, si stipulò un’intesa e furono iniziati preparativi per togliere di mezzo il duca e il cardinale. Qualcosa però trapelò e la congiura fu scoperta: emersero nomi e colpe; lo stesso Ferrante confessò. Nel settembre 1506 si tenne il processo per lesa maestà e alto tradimento, seguito dalla scontata condanna a morte ma, mentre Ferrante e Giulio stavano per salire sul patibolo venne loro comunicato che il duca li graziava e commutava la pena nel carcere a vita. Furono relegati in due celle della Torre dei leoni. Ferrante vi morì dopo lunghissima prigionia, mentre Giulio resistette fino ad essere graziato nel 1559. </span></p>
</td>
</tr>
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<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/ippolitoI.jpg" alt="Ippolito I" class="image-inline" title="Ippolito I" /></td>
<td>
<p><strong><a name="ippolito"></a>Ippolito I d'Este (1479-1520)</strong></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Figlio terzogenito del duca Ercole I e di Eleonora d'Aragona, nacque a Ferrara nel 1479 e venne destinato fin dalla nascita alla carriera ecclesiastica. A 7 anni fu nominato arcivescovo di Strigonia in Ungheria, a 14 anni fu fatto cardinale, a 17 arcivescovo di Milano. Partecipò attivamente alla politica del cognato Ludovico il Moro, seguendolo nell’esilio successivo all’invasione francese. Nel 1505 per gelosia cercò di far accecare il fratello illegittimo Giulio, che per vendicarsi ordì insieme con Ferrante, secondogenito di Ercole I, una congiura contro il duca e il cardinale. Nel 1509 Ippolito combattè nelle guerre contro Venezia, poi difese Ferrara contro Giulio II. Nel 1510 si fece investire abusivamente abate commendatario dai monaci di Nonantola. Strinse con i francesi un’alleanza ambigua, sostenendo con loro la deposizione del pontefice, senza però chiudersi la strada per una riappacificazione con la Santa Sede. Protettore delle arti, a lui è dedicato L’Orlando Furioso. Morì nel 1520, poco più che quarantenne.</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/ercole2.jpg" alt="Ercole II" class="image-inline" title="Ercole II" /></td>
<td>
<p><strong><a name="ercoleII"></a>Ercole II (1508-1559)</strong></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Il ducato passò nelle sue mani alla morte del padre Alfonso ed il suo matrimonio (1528) con </span><span style="text-align: justify; "><strong>Renata di Francia</strong></span><span style="text-align: justify; ">, figlia di re Luigi XII, rafforzò l’alleanza con la potenza d’oltralpe, in funzione antipontificia. Nonostante il dissesto finanziario dello Stato dovuto alle ingenti spese militari, Ercole promosse grandi lavori di ampliamento ed abbellimento del Castello. Fece decorare con dipinti ed affreschi diverse sale, sia a completamento dei cicli decorativi impostati dal padre, sia per sua originale iniziativa affidandone l'esecuzione tra gli altri a Battista Dossi, Tommaso da Carpi, Tommaso da Treviso, Garofalo, Camillo Filippi e Girolamo da Carpi. L'attenzione di Ercole si concentrò soprattutto su settori del Castello dedicati ad una nuova destinazione residenziale e di rappresentanza, in particolare il salone del Governo e l'appartamento della torre di Santa Caterina oggetto di un ciclo decorativo con opere di Camillo Filippi e Girolamo da Carpi. Morì a Ferrara nel 1559.<br /></span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/Ippolito_II_dEste.jpg" title="" height="119" width="88" alt="" class="image-inline" /><br /></td>
<td>
<div id="_mcePaste"><strong><a name="ippolitoII"></a>Ippolito II d’Este (1509-1572)</strong></div>
<div><strong><br /></strong></div>
<div id="_mcePaste">Nacque a Ferrara nel 1509. Figlio cadetto di Lucrezia Borgia e Alfonso I, fu destinato alla carriera ecclesiastica e battezzato col nome dello zio, il cardinale Ippolito. Nel 1519 ricevette gli ordini minori e fu avviato alla carriera vescovile. Dal 1536 al 1539 dimorò in Francia iniziando a crearsi quella reputazione di mecenate che lo avrebbe più tardi reso celebre. Il 20 dicembre del 1538 fu fatto cardinale diacono su richiesta personale del re di Francia. Fu un appassionato protettore dell’architettura. A Ferrara fece ridecorare ed in parte ricostruire i palazzi di Belfiore, avuti in eredità da suo padre, e S.Francesco; in Francia commissionò a Sebastiano Serlio un piccolo ma lussuoso palazzo a Fontainebleau i cui arazzi furono intessuti su cartoni di Giulio Romano e gli affreschi furono opera di Primaticcio e Niccolò Abbati. Nel 1549 si trasferì dalla Francia a Roma e Girolamo da Carpi e Pirro Ligorio entrarono al suo servizio. Nel 1550 papa Giulio III lo nominò governatore di Tivoli.</div>
<div>Ippolito morì l’1 dicembre 1572 e fu sepolto a Tivoli nella chiesa di santa Maria Maggiore.</div>
</td>
</tr>
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<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/francesco1516.jpg" alt="Francesco" class="image-inline" title="Francesco" /></td>
<td>
<p><strong><a name="francescoII"></a>Francesco d'Este (1516-1578)</strong></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Figlio di Alfonso d'Este, marchese di Massalombarda</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/alfonsomontecchio.jpg" alt="Alfonso" class="image-inline" title="Alfonso" /></td>
<td>
<p><strong><a name="alfonso"></a>Alfonso d'Este Montecchio (1527-1587)</strong></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Figlio di Alfonso I d'Este</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td><br /></td>
<td>
<p><strong><a name="bradamante"></a>Bradamante</strong></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Francesco d’Este, marchese di Massalombarda, non aveva eredi legittimi, ma solo due figlie nate fuori dal matrimonio, Marfisa e Bradamante. Bradamante andò sposa al conte <strong>Ercole Bevilacqua</strong> e condusse una vita tranquilla, non fosse per lo scandalo che travolse suo marito e la bella Anna Guarini, moglie del conte Trotti. Lo scandalo raggiunse tali dimensioni che il duca dovette intervenire e soffocarlo. Bradamante abbandonò Ferrara, per seguire a Modena il nuovo duca Cesare. Morì nel 1624.<br /></span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/marfisa.jpg" alt="Marfisa" class="image-inline" title="Marfisa" /></td>
<td>
<p><strong><a name="marfisa"></a>Marfisa d'Este (1554-1608)</strong></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Francesco d’Este, marchese di Massalombarda, non aveva eredi legittimi, ma solo due figlie nate fuori dal matrimonio, Marfisa e Bradamante. </span><br style="text-align: justify; " /><span style="text-align: justify; ">Marfisa era colta come tutte le principesse della famiglia, possedeva un fascino non comune ed a questo aggiungeva una fama di ribelle. Di carattere irrequieto, estroso, amante dei divertimenti e dei balli, Marfisa fu una protagonista indiscussa della vita di corte. Il 5 maggio 1578 sposò il cugino <strong>Alfonsino</strong>, figlio di Alfonso di Montecchio; l’unione durò poco perché il giovane consorte morì dopo soli tre mesi. Marfisa continuò la sua vita di sempre e qualche anno dopo, nel 1580, convolò a nozze con <strong>Alderano Cyho</strong>, principe ereditario di Massa e Carrara. Fu un matrimonio riuscitissimo: i due non si lasciarono praticamente mai, rimanendo lui a vivere a Ferrara. Ebbero sette figli e dimostrarono in molte occasioni un profondo amore reciproco.</span><br style="text-align: justify; " /><span style="text-align: justify; ">Nel 1598 rifiutò di lasciare Ferrara per seguire il resto della famiglia e, con il marito, rimase a vivere nella palazzina ereditata dal padre. Rifiutò di rendere omaggio al Papa, nuovo padrone di Ferrara, venuto in visita alla città. Morì nel 1608 dopo aver intensificato le sue attività di beneficenza ed essersi conquistata simpatia e riconoscenza.</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/anna1531.jpg" alt="Anna" class="image-inline" title="Anna" /></td>
<td>
<p><strong><a name="anna"></a>Anna d’Este (1531-1607)</strong></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Anna nacque il 16 novembre 1531 da Ercole II d'Este (che divenne duca di Ferrara nel 1534) e da Renata, figlia di Luigi XII di Francia. Ricevette un'educazione molto accurata. Studiò musica, canto, danza, storia e storia della pittura. Il 15 settembre del 1548 Anna sposò <strong>Francesco di Lorena </strong>dal quale ebbe sette figli. Nel 1566, morto Francesco, si risposò con <strong>Giacomo di Savoia, duca di Nemours</strong> da cui ebbe altri tre figli. </span></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Morì il 17 maggio 1607.</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/alfonso2.jpg" alt="Alfonso II" class="image-inline" title="Alfonso II" /></td>
<td>
<p><strong><a name="alfonsoII"></a>Alfonso II (1533-1597)</strong></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Succedette al padre Ercole II nel 1559. Nonostante i tre matrimoni con <strong>Lucrezia de’ Medici</strong>, <strong>Barbara d’Austria</strong> e </span><span style="text-align: justify; "><strong>Margherita Gonzaga</strong></span><span style="text-align: justify; "> non riuscì a garantire una discendenza maschile alla successione. Alfonso, per allontanare le mire dello Stato della Chiesa ed evitare il declino del suo casato, tentò varie strade come la partecipazione alla crociata contro i turchi o la vana pretesa alla successione del trono di Polonia. Partecipò a battaglie e trattò diplomaticamente a vari livelli con il papa ma tutte queste infruttuose imprese, unite al disastroso <strong>terremoto </strong>del <strong>1570</strong>, stremarono economicamente il ducato. Il castello subì molti danni post-sismici ed Alfonso ne dispose il restauro accompagnandolo con la realizzazione di un interessante ciclo decorativo che tuttora ritroviamo nell’Appartamento detto Dello Specchio. La sua morte, avvenuta nel 1597 senza un erede legittimo e nemmeno un successore riconosciuto dalla Chiesa, costrinse gli Este ad abbandonare, nel 1598, la città di Ferrara e la residenza del Castello per un forzato trasferimento della loro sede nel vicino ducato di Modena. <br /></span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/lucrezia1535.jpg" alt="Lucrezia" class="image-inline" title="Lucrezia" /></td>
<td>
<p><strong><a name="lucrezia"></a>Lucrezia d'Este (1535-1598)</strong></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Terzogenita di Ercole II e Renata di Francia, sorella di Alfonso II.</span><span style="text-align: justify; "> Colta e raffinata, ricoprì per anni il ruolo di prima donna della corte estense. All’inizio del 1570 la ragione di stato le impose il matrimonio con l’erede di Urbino, <strong>Francesco Maria della Rovere</strong>. Il principe, di tredici anni più giovane di lei, fu letteralmente costretto ad accettare quell’unione che gli ripugnava. Alla corte di Pesaro la principessa estense dovette sopportare di essere trascurata in modo umiliante dal marito. Ogni volta che poteva tornava a Ferrara e vi restava il più possibile. Durante questi soggiorni si innamorò del conte Ercole Contrari, con il quale visse una storia segreta e difficile. Alfonso II, venuto a conoscenza dei fatti, ritenne suo dovere soffocare questo scandalo infamante e, il 2 agosto 1575, fece uccidere il conte. Lucrezia qualche anno dopo decise di non tornare più da Francesco Maria e iniziò una pratica di separazione presso la Santa Sede fino a che, nel 1578, Gregorio XIII decretò che il matrimonio non poteva essere annullato ma Lucrezia era autorizzata a vivere a Ferrara per sempre separata dal marito. Tornata a Ferrara, Lucrezia poté vivere tranquilla e si dedicò alla vita spirituale. Nel 1580 fondò un istituto per le donne che erano vittime di violenze da parte dei mariti. Lucrezia si dedicò anche alla politica e, alla morte del fratello, si mise a capo della fazione di nobili che tramavano per favorire la devoluzione di Ferrara. Lucrezia morì lasciando le sue collezioni al cardinale Aldobrandini, nipote del pontefice, colui che aveva preso possesso di Ferrara cacciandone per sempre gli Estensi. Per ordine del cardinale alla principessa furono tributati solenni funerali in cattedrale.</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/eleonora1537.jpg" alt="Eleonora" class="image-inline" title="Eleonora" /></td>
<td>
<p><strong><a name="eleonora"></a>Eleonora (1537-1581)</strong></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Sorella di Alfonso II</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td>
<p><strong><a name="luigi"></a>Luigi d'Este (1538-1586)</strong></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Figlio di Ercole II, fratello di Alfonso II.</span></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Ebbe </span><span>una vita amara e frustrata, dalla quale cercò di evadere dandosi al fasto e a costumi disordinati</span><span>. </span><span>Dopo aver soggiornato spesso in Francia, nel 1572 </span><span>si stabilì definitivamente nello Stato Pontificio</span><span>, ereditando dallo zio cardinale la proprietà della Villa d'Este.</span></p>
<p><span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_d%27Este"></a></span><span style="text-align: justify; ">Morì nella sua dimora romana il 30 dicembre 1586.</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/cesare.jpg" alt="Cesare" class="image-inline" title="Cesare" /></td>
<td>
<p><strong><a name="cesare"></a>Cesare d'Este (1562-1628)</strong></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Figlio di Alfonso di Montecchio, cugino di Alfonso II d' Este, fu indicato da quest'ultimo come successore nel governo di Ferrara fin dal 1595. Alla morte di Alfonso, il 27 ottobre 1597, iniziò la contesa con il papa Clemente VIII che esigeva il ritorno di Ferrara sotto la sua giurisdizione, essendo mancati figli maschi all'ultimo duca. L'imperatore gli riconobbe solo la legittimità del ducato di Modena e Reggio.  Il 29 gennaio 1598, entrava in Ferrara il cardinale Pietro Aldobrandini, nominato legato dal pontefice, con il quale Lucrezia trattò il passaggio di Ferrara alla Chiesa. Cesare morì nel 1628.</span></p>
</td>
</tr>
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<td><img src="https://www.castelloestense.it/it/il-castello/la-storia/gli-este/alessandro.jpg" alt="Alessandro" class="image-inline" title="Alessandro" /></td>
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<p><strong><a name="alessandro"></a>Alessandro d’Este (1568-1624)</strong></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Figlio naturale legittimato di Alfonso d’Este nacque a Ferrara il 5 maggio 1568. Era fratellastro di Cesare, futuro duca di Modena e Reggio. Il 7 aprile 1587 decise di vestire l’abito ecclesiastico per agevolare i maneggi della diplomazia estense che mirava a ottenere dal papa la sua investitura a cardinale. Fu promosso all’ambito titolo solo il 3 marzo del 1599 da papa Clemente VIII, l’artefice della devoluzione ferrarese, che, con tale gesto , volle in parte compensare la casata estense per la perdita di Ferrara. Liberalissimo verso gli ordini religiosi, fu protettore dei chierici regolari teatini e fervente sostenitore della loro azione.</span></p>
<p><span style="text-align: justify; ">Nominato nel 1605 da Paolo V governatore di Tivoli ebbe lunghe ed accanite contese con il cardinale decano T. Galli che pretendeva il possesso di Villa d’Este la quale fu definitivamente assegnata in perpetuo alla casata estense nel 1621. </span><br style="text-align: justify; " /><span style="text-align: justify; ">Alessandro morì a Roma il 13 marzo 1624.</span><br style="text-align: justify; " /></p>
</td>
</tr>
</tbody>
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    <dc:creator>elena</dc:creator>
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    <dc:date>2013-02-27T10:40:00Z</dc:date>
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