La cultura di corte: Leonello e l'Umanesimo

Leonello e l'Umanesimo
Nel 1428 Nicolò III chiamò a Ferrara Guarino da Verona (1376-1460) - uno dei maggiori umanisti italiani del tempo - per educare il figlio e successore in pectore Leonello: Guarino sarebbe poi rimasto in città per oltre trent’anni, esercitando un profondo influsso non solo sul suo ex allievo - incarnazione del modello ideale di principe “umanista”, secondo la letteratura encomiastica -, ma anche sui circoli intellettuali e più in generale sulla cultura cittadina.

Di questa influenza umanistica si possono seguire le tracce negli ambiti più svariati: nelle medaglie commissionate a Pisanello sulla scorta di exempla antichi come nella decorazione degli ambienti di corte (fra cui lo studiolo del principe nella “delizia” di Belfiore, affrescato con le immagini emblematiche delle Muse); nei testi scritti da letterati e cortigiani per esaltare la signoria di Leonello come nei progetti di governo elaborati in seno alla cancelleria estense, dove avevano trovato impiego molti degli allievi di Guarino.

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