Il Castello, simbolo della città, come residenza ducale è testimonianza di eventi, circostanze storiche e valori positivi legati alla sua storia; come fortezza, evoca indubbiamente vicende di sottomissione e violenza.
Degli aspetti “virtuosi” che il Castello ricorda, citeremo alcuni esempi che si collocano storicamente nel periodo aureo del governo estense (XV e XVI secolo), abbinandoli a personaggi importanti della corte.
La città e il suo Castello si faranno allora portatori dei valori della pace, del rinnovamento e della modernità, della cultura e dell’arte, della tolleranza e del dialogo.

Nicolò III d'Este
Perché la scelta cadde su Ferrara?
Ferrara, affermato centro di cultura, era divenuta capitale di una Signoria consolidata anche grazie al marchese Nicolò III dotato di intuito e tempestività nella gestione degli affari politici, quindi garante di un governo forte ed efficace.

Giovan Battista Pigna, incisione, catalogo iconografico, BCA Fe
Quale era stata la politica di Nicolò?
Era considerato l’ago della bilancia della politica italiana, come ci testimonia l’iscrizione della statua equestre eretta sulla piazza di Ferrara (Volto del cavallo): “Nicolao Marchioni Estensi, Alberti filio, ter pacis Italiae auctori”, poiché era stato scelto come arbitro in numerose dispute fra gli Stati italiani e aveva contribuito alla realizzazione di tre trattati di pace. Per questo Ferrara poteva vantarsi di essere diventata “Il venerabile tempio della quiete et libertà italica” (Giambattista Pigna)