Torquato Tasso

Torquato Tasso, letterato e grande poeta,nacque a Sorrento nel 1544 e morì a Roma nel 1595.

Suo padre Bernardo, discendente da nobile famiglia della provincia bergamasca,fu poeta di non eccelso valore ma di buon successo con il poema Amadigi. A Camerata Cornello in val Brembana

(BG) si può ancor oggi visitare la casa di famiglia nel caratteristico borgo.

Torquato fu indirizzato dal padre agli studi di Diritto a Padova ma qui, l’incontro con importanti figure di letterati lo convinse a seguire la sua vocazione.

Come il padre, Torquato ebbe una vita avventurosa: soggiornò infatti a Bergamo, Padova, Pesaro Urbino,Venezia e Bologna prima di stabilirsi a Ferrara dal 1565 al 1586; da quell’anno riprese a frequentare le corti di varie città, tra cui Mantova,Napoli,Firenze e Roma, ove morì.

TASSO A FERRARA

Fu al servizio dapprima del cardinale Luigi d’Este, poi del duca Alfonso II.

Il periodo di permanenza a Ferrara può essere suddiviso in due fasi a cavallo dell’anno

1579 : quello del successo e degli incarichi a corte e quello della malattia.

Nel periodo felice (primi anni 70) il poeta scrisse uno dei suoi capolavori, la favola pastorale “Aminta” frutto della esperienza della vita di corte ferrarese; inoltre, nel1576 Alfonso II lo nominò

Storiografo ufficiale del ducato offrendogli l’incarico ricoperto ,fino ad allora, da Giambattista Pigna.

Ma venivano gli anni in cui lo stato di salute fisica e soprattutto mentale, già in precedenza precario,

andò aggravandosi. In seguito ad episodi ormai chiaramente riconducibili ad un equilibrio psichico compromesso, nel 1579 il duca ne decise il trasferimento presso l’ospedale S. Anna di Ferrara, dove venne inizialmente incatenato come pazzo; vi rimase rinchiuso fino al 1586 ( la cella è visitabile presso l’antico complesso oggi restaurato). Per l’intercessione di rilevanti figure politiche e religiose venne liberato e fu ospitato a Mantova da Vincenzo Gonzaga.

Sulla follia del poeta e sulla sua detenzione hanno molto discusso gli studiosi e alcuni artisti hanno utilizzato la vicenda come soggetto per opere letterarie e musicali.

La “esagerata “ reazione estense viene giustificata principalmente sulla base di motivazioni politiche: i comportamenti “stravaganti” del Tasso includevano, secondo il duca,posizioni critiche verso la corte estense e favorevoli alla Chiesa, che già meditava di riappropriarsi della città.

La “GERUSALEMME LIBERATA” E L’ “AMINTA”

GERUSALEMME LIBERATA è un poema epico suddiviso in canti, scritto in ottave di versi endecasillabi.

L’argomento è storico:la fase finale della Prima crociata. Dopo lo scontro decisivo tra le forze cristiane e i musulmani che occupano la Terra Santa, Gerusalemme è assediata ed espugnata.

L’ultima resistenza degli arabi è vinta e Goffredo di Buglione entra da trionfatore nel tempio dove scioglie il voto davanti al Santo Sepolcro di Cristo.

Alla narrazione dei fatti si intrecciano le storie romanzesche uscite dalla fervida fantasia dell’autore:

storie di eroi cavalieri cristiani, donne guerriere saracene, duelli, battaglie e gli amori di Rinaldo e Armida, di Tancredi e Clorinda, di Erminia per Tancredi.

Nel racconto in versi si incontrano spesso scambi di persona, riconoscimenti e non- riconoscimenti, prodigi, incantesimi, castelli incantati, giardini meravigliosi, prigionieri liberati in virtù di incredibili imprese. Entrano in campo le forze infernali rappresentate dalle Furie e dai diavoli contrapposte alle forze celesti con l’arcangelo Michele.

La storia di Rinaldo e Armida funge contemporaneamente da metafora morale e argomento encomiastico: Rinaldo dapprima soggiogato dalla maga, ritorna virtuosamente al campo cristiano e

sale, in preghiera, al monte Oliveto; spezza un incantesimo, fa rifulgere il proprio valore nell’ultima battaglia e Armida, fattasi cristiana, si unisce a lui che diverrà il capostipite della Casa d’Este.

L’atmosfera generale e la concezione dell’amore sono ormai completamente mutati rispetto al mondo ariostesco dai toni sereni e distaccati. Gli amori sono rappresentati in modo passionale,

sofferto, a volte tragico. Gli incantesimi, le magie interferiscono nelle vicende personali, mossi dalle forze del Bene e del Male, la vittoria definitiva viene assegnata alla cristianità.

I personaggi sembrano rappresentare i vari aspetti della personalità complessa del poeta.

La differenza con il poema dell’Ariosto si spiega oltre che con la diversa sensibilità umana ed artistica degli autori, con i cambiamenti culturali dovuti alla Controriforma e alla pubblicazione di nuove autorevoli opere di poetica dei generi letterari. Secondo alcuni critici letterari contemporanei gli scrittori di fine secolo si sarebbero trovati sottoposti a maggiori condizionamenti e limitazioni imposti dalla Chiesa tridentina in contrapposizione all’ottica laica e mondana del Rinascimento.

AMINTA è una favola pastorale composta e rappresentata nel 1573 presso la scomparsa delizia nell’isola di Belvedere a Ferrara.

Il pastore Aminta si innamora della ninfa Silvia ma non viene ricambiato. Alla fonte in cui è solita bagnarsi Silvia viene aggredita da un fauno quando Aminta sopraggiunge e la salva, ma lei ,ingrata, fugge senza ringraziarlo. Vedendo un velo insanguinato, Aminta pensa che sia stata sbranata dai lupi e decide di suicidarsi gettandosi da una rupe. Ricevuta la notizia del suicidio Silvia, presa dal rimorso, si avvicina al corpo piangendo disperata; ma Aminta è ancora vivo grazie ad un cespuglio che lo ha trattenuto, si risveglia al suo pianto e la vicenda si conclude con il matrimonio dei due protagonisti.

E’ scritta in forma di poemetto lirico che non prevede la vera e propria rappresentazione teatrale ma la narrazione drammatizzata.

ALTRE OPERE DEL TASSO

La produzione letteraria e poetica del poeta è vastissima. Fu autore di RIME di argomento amoroso, di Lettere di carattere autobiografico. Molte sue composizioni furono utilizzate come testi di Madrigali (genere musicale polifonico per solisti o coro , diffusissimo in epoca rinascimentale).

Scrisse inoltre “Discorsi sull’arte poetica” un saggio in cui espose le sue teorie sulla poesia , i generi letterari e il linguaggio poetico, commentando i canoni classici e quelli moderni.

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