La pittura ferrarese acquista una sua propria personalità nell’arte figurativa intorno al 1450, forse per la presenza del Mantegna e di Piero della Francesca con affreschi ora purtroppo perduti.
In un momento di grandi trasformazioni anche nell’aspetto architettonico ( Biagio Rossetti e Domenico di Paris), si trovarono ad operare i tre grandi della pittura ferrarese: Cosmè Tura e Francesco del Cossa quasi coetanei, e in seguito Ercole de Roberti.
Questi artisti hanno la fortuna di formarsi nell’ambiente vivace e artisticamente produttivo della Corte estense, aperta agli scienziati, ai letterati, ai musicisti e ai pittori, chiamati anche da lontano. Oltre a Piero della Francesca soggiornò a Ferrara persino Rogier van Der Weiden.
Ferrara assume un ruolo altissimo nell’arte italiana.
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