Il governo Leonello , principe illuminato, si distingue perché, tramite lui, si attua la transizione fra la cultura cortese e quella di referenza toscana, esportata e diffusa nell'Italia settentrionale dai trattati di Leon Battista Alberti e dalla presenza di un numeroso gruppo di artisti fra i quali basti ricordare Donatello e, a Ferrara, Michele da Firenze, autore della immagine della Vergine nella facciata della Cattedrale , e Nicolò Baroncelli che eseguì, insieme ad Antonio di Cristoforo, il monumento equestre per Nicolò III davanti il Palazzo di Corte ove, all'interno erano gli affreschi di Piero della Francesca. In quel periodo si segnala anche la felice attività di Pisanello il quale, oltre ad eseguire, in gara con Jacopo Bellini, il famoso ritratto di Leonello, interpreta e sostiene la cultura cavalleresca e cortese che fa di Ferrara una delle principali capitali europee.
Si segnalano inoltre numerosi artisti fiamminghi in città: pittori come Rogier van der Weyden e arazzieri come Pietro di Andrea di Fiandra o Livino Gigli di Bruges.
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