IL PALAZZO DELLA RAGIONE

Nella lenta costruzione degli edifici del governo cittadino, si ha notizia di una prima “Domus Comunis” nel 1194, che sorgeva di fronte alla facciata della chiesa di S. Romano sul lato meridionale della piazza. Vicino ad essa fu innalzata nel 1284 la Torre detta dei “Ribelli” ove era collocata la campana del Comune; sulla sua sommità venivano esposte le teste dei ribelli giustiziati. Negli anni 1323/26 Domus Comunis e Torre vennero inglobate nel nuovo grande palazzo della Ragione che comprendeva anche la casa del podestà; la loggia dei notai, dove essi stazionavano con i loro banchetti per scrivere gli atti in attesa dei clienti; lo scalone di accesso alla gran sala dove il pubblico banditore “gridava” le sentenze e le ordinanze dei giudici; la Torre dell’Arengo, poi con orologio, fatta erigere da Tommaso da Tortona, giudice dei Savi linciato dal popolo nel 1385 esasperato dall’oppressione fiscale da lui introdotta.

Sotto la gran sala vi erano le carceri del Comune, con oratorio dedicato a San Leonardo (protettore dei carcerati) e la Sala a tortura. I luoghi di esecuzioni capitali erano il finestrone centrale per le impiccagioni e lo spiazzo antistante per decapitazioni e squartamenti.

Nel 1200 era stata posta nella piazza la “pietra reparadora” (asportata ad Argenta insieme con le catene ad essa agganciate, che sbarravano il Po) su cui i debitori dovevano sedere alla pubblica gogna per una giustizia non incriminante, ma infamante.

La piazza attorno e sotto il Palazzo della Ragione acquista centralità per ogni manifestazione cittadina.

Oggi questo palazzo non esiste più, al suo posto è stato edificato un palazzo che avrebbe dovuto ricordarne la struttura; è rimasta la Torre dell’orologio.

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