Durante il ‘400 e il ‘5oo la città estense fu sede di movimenti musicali di eccezionale importanza sia sul piano artistico che storico.
La Scuola ferrarese, originale e diversa rispetto a quella romana ed a quella veneta, ebbe un ruolo di primo piano nella vita musicale italiana.
Ai primi decenni dell’anno Mille, Guido Monaco nell’Abbazia di Pomposa, innovò la musica facendo di quella scuola monastica il primo centro musicale della Cristianità ed esercitando una positiva influenza sulla vicina Ferrara.
Infatti già nel XIII secolo sono segnalate funzioni corali ed una scuola di musica (canto fermo e organo).
Con Nicolò III , ed ancora di più con Lionello , si ebbe un grande incremento,sia della musica sacra che di quella profana, con l’assunzione di cantori e suonatori francesi e tedeschi, che allietavano la vita di corte.
Si deve ad Ercole I (1471-1505) il rinnovamento e la ristrutturazione dell’ambiente musicale di corte; il repertorio si arricchì di Messe, mottetti, frottole, mascherate. Durante gli anni del suo governo Ferrara divenne il primo centro musicale d’Europa; figure d’eccezione furono Josquin Desprès, Jacob Obrecht, Johannes Martini, Enrico Isak.
Grandi musicisti ferraresi furono: Simon Ferrariensis, Giovanni da Ferrara, Antonio Ferrarese, Agostino della Viola, Paolo Isnardi.
Furono costruiti organi di grande valore, tra cui quello famoso della Cattedrale con le ante dipinte da Cosmè Tura.
Altri celebri musicisti fiamminghi, ospiti a Ferrara furono: Adriano Willaert e Cipriano De Rore, che formarono una scuola ferrarese moderna ed aperta ad orizzonti europei; in essa brillarono organisti compositori di grande valore e fama quali Luzzasco Luzzaschi e Girolamo Frescobaldi.
La vita musicale ferrarese toccò l’apogeo con Alfonso II , che non badava a spese: anche poeti, letterati e filosofi partecipavano a questo stimolante clima musicale, collaborando attivamente con i musicisti.
Una delle maggiori ambizioni di Alfonso II era stupire con la musica rara e perfetta, quali “ Il Concerto grande”, “ Il concerto delle Dame”, il suono dell’archicembalo di Luzzaschi, il cornettista Zenobi, i liutisti Piccinini.
Grandi madrigalisti furono Orlando di Lasso, Jaches de Wert, Alessandro Striggio, Claudio Merulo; artisti di eccezionale levatura Giovanni Pierluigi da Palestrina, Nicola Vicentino, Luca Marenzio, Gesualdo da Venosa.
Con la morte di Alfonso II e la Devoluzione la Biblioteca musicale e la collezione di strumenti musicali furono manomesse e disperse.
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