Le Medaglie

Nella storia della medaglia rinascimentale, Ferrara ha un posto particolarmente importante: probabilmente fu qui, infatti, che nel 1438 Pisanello coniò la sua prima medaglia (dedicata all'imperatore di Bisanzio Giovanni Paleologo), durante il concilio ecumenico che allora si teneva in città, e a cui fra gli altri partecipò anche Leon Battista Alberti.

Al Marchese Leonello, in particolare, Pisanello dedicò sei medaglie, realizzate tutte in un breve lasso di tempo, fra il 1441 e il 1444: come di pragmatica, sul recto veniva effigiato il volto del marchese, sul verso una raffigurazione emblematica ricca di significati politico-ideologico, in generale allusivi alle Virtù in cui Leonello eccelleva.

L'unica medaglia datata è forse anche la più ricca di significati: eseguita in occasione delle nozze di Leonello con Maria d'Aragona, figlia del re di Napoli (1444), mostra un leone ammansito da Amore che gli mostra uno spartito musicale, con un'aquila sullo sfondo. Può essere interpretata come simbolo dell'amore coniugale tra Leonello e Maria d'Aragona, ma anche come illustrazione dei precetti che Guarino da Verona inculcò nel giovane principe in qualità di suo precettore: la capacità dei sovrani di governare “non vi, non armis, ut tyranni, sed placabilitate et clementia”, devoti alle Muse “non modo chordarum et citharae, sed rerum etiam publicarum moderatrices”.

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