Venne chiamato a Ferrara dal duca Nicolò III per educare il figlio e successore in pectore Leonello. Guarino, uno dei maggiori umanisti italiani del tempo, a partire dal 1428 sarebbe rimasto in città per oltre trent’anni, esercitando un profondo influsso non solo sul suo ex allievo (incarnazione del modello ideale di principe “umanista”), ma anche sui circoli intellettuali e più in generale sulla cultura cittadina.
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