La Fortezza venne edificata per volontà del Papa Clemente VIII Aldobrandini non appena ritornò in possesso di Ferrara, e portata a termine dal Papa Paolo V.
Tre furono le cause fondamentali della costruzione di questa grande opera difensiva:
La necessità di costruire una fortificazione si era presentata all’epoca di Alfonso I d’Este, poiché il fiume Reno, inalveato nel Po di Volano, aveva determinato con i suoi detriti l’interramento di questo ramo, tanto da ostacolare la navigazione e compromettere la difesa della città a sud.
Ferrara, che nella parte meridionale non aveva mai avuto problemi difensivi, fu dotata da Alfonso II di baluardi, di cui alcuni ampliati, altri eretti ex novo: San Giorgio, San Lorenzo, San Pietro, Sant’Antonio, dell’Amore, Gusmaria.
Poiché i tentativi di far tornare navigabile il fiume furono inutili, Alfonso II incaricò Giambattista Aleotti di progettare una fortezza a sud-ovest composta di due settori a cavallo del fiume, nei borghi di San Giacomo e San Luca. I lavori però non furono terminati per la morte del duca Alfonso, con il quale si estingueva la dinastia estense a Ferrara. Il Papa Clemente VIII, rientrando in possesso della città, decise di costruire immediatamente una maestosa fortezza, che fu subito impopolare a causa dell’abbattimento di un intero quartiere che comprendeva, chiese, case e palazzi (tra cui Castel Tedaldo e la delizia di Belvedere).
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