LA DEVOLUZIONE

1598: Il Papa Clemente VIII entra a Ferrara e prende possesso della città ( Trattato di Faenza). Infatti, morto Alfonso II senza eredi, Ferrara diventa capoluogo di una Legazione, governata da un legato che rappresenta il governo centrale Papale.

Ha inizio un lungo oscuro periodo di decadenza: le tasse aumentano, la popolazione si impoverisce sempre più. Interrotta la bonificazione delle campagne, trascurata la difesa delle acque, bloccati i commerci a causa delle dogane, Ferrara riaffonda lentamente nella palude.

I palazzi si trasformano in caserme e molti, anche di inestimabile valore, come Casteltedaldo, vengono abbattuti per far posto alla Fortezza che non avrà mai funzione attiva (se non come simbolo di potere). Anche l’Università viene controllata dall’autorità teologica.

1623: Gli Ebrei vengono confinati nel Ghetto, le cui porte vengono chiuse ogni sera.

1700: L’esercito austriaco prende possesso di un’area che arriva alla periferia di Ferrara. È guerra con il Papato, ma l’Austria è costretta a lasciare nel 1708.

1778: Dopo la Pace di Acquisgrana (1748), il Cardinale Carafa avvia un moto riformatore di breve durata.

1796: L’esercito napoleonico occupa Ferrara: l’amministrazione centrale abolisce l’inquisizione, le corporazioni religiose, il diritto d’asilo nei luoghi sacri, dichiara beni della nazione il patrimonio della Chiesa, proibisce i titoli di nobiltà, istituisce il calendario francese, abbatte i cancelli del Ghetto.

E’ un periodo di intensa vitalità civile e politica: nasce infatti la prima cattedra d’Europa di Diritto Costituzionale, diretta da Giuseppe Compagnoni.

1815: Con la Restaurazione e il Congresso di Vienna, ritorna lo Stato Pontificio, sotto controllo militare della guarnigione austriaca. Cadono tutte le strutture amministrative e le istituzioni napoleoniche, e gli Ebrei sono nuovamente rinchiusi nel Ghetto.

La miseria, soprattutto nelle campagne, è assoluta, anche perché il Po è straripato più volte.

1821-31: Molti sono i ferraresi che partecipano ai Moti carbonari e molti i martiri. Si utilizzano ancora le prigioni sotterranee del Castello.

1860: Sconfitti Pontifici ed Austriaci, aboliti i cancelli, con un Plebiscito, Ferrara è congiunta al nuovo Regno d’Italia (vedi iscrizioni nella Sala degli stemmi del Castello estense).

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