Vengono chiamate “Delizie” quegli edifici (torri, fortezze,ville di campagna, palazzi di città)
Che gli Estensi fecero costruire sui loro territori come residenze temporanee per lo svago, cioè per trascorrervi serenamente il tempo nel riposo, nella contemplazione o nelle attività preferite, come la lettura, la caccia, ecc.
Erano di solito al centro di ampi spazi aperti oppure provviste di ampi giardini o terreni appositamente attrezzati.
Dai documenti dei secoli XV e XVI si apprende che erano dotate di uccelliere, grotte, fontane, labirinti, giochi d’acqua ed alcune anche di animali, piante ed essenze esotiche.
Dovevano assomigliare a Paradisi terrestri, in cui il paesaggio organizzato favoriva la ricerca del benessere fisico e mentale, del sublime e del bello.
Dei giardini di questi luoghi “deliziosi”, oggi scomparsi, abbiamo una particolareggiata descrizione in uno scritto di Alberto Penna del 1671: percorsi pavimentati in mattoni, pergolati, varietà di fiori, erbe medicinali,piante sempreverdi, siepi di bosso tagliate “a figura”; all’idea della bellezza si accompagnava quella dell’utilità, con la presenza di alberi da frutta e della vite.
Alcune Delizie sono andate completamente distrutte (Belfiore e Belvedere), ma altre sono ben conservate attraverso lavori di restauro e manutenzione, e contribuiscono in notevole misura a fare di Ferrara una città d’arte, riconosciuta dall’UNESCO come “patrimonio dell’umanità”.
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