Cucine Ducali

Il primo dei due ambienti, lungo e stretto, mostra i segni delle due diverse funzioni, militare e civile, rivestite nel corso del tempo: di fronte all’ingresso si trova una canna fumaria di cucina, mentre lungo le pareti si trovano alcune feritoie per gli arcieri, alcune delle quali murate in quanto ormai inutili.

La grande sala delle cucine venne, invece, costruita nei primi anni del Cinquecento per volontà del duca Alfonso I , grazie all’ampliamento dell’avancorpo est che venne avanzato fino a poggiare sulle fondazioni dell’antica e ormai distrutta Porta del Leone.

La pavimentazione è originale, e sono ben visibili le aperture per gli scoli degli antichi acquai; nel soffitto si nota l’intonacatura ad arriccio, tecnica preparatoria di un affresco mai realizzato; inoltre, sul lato nord della sala era collocato un camino a tutta parete, come testimoniano le due finestrelle quadrate che fungevano da prese d’aria.

L’attività doveva essere febbrile in queste cucine, specie quando (e succedeva di frequente) si preparavano i leggendari banchetti della corte, con un numero strabiliante di portate servite nell’avvicendarsi di rappresentazioni sceniche e di intrattenimenti musicali.

Coreografia e gastronomia erano le componenti essenziali delle grandi feste, eventi effimeri ai quali tuttavia il signore legava in maniera non trascurabile l’ostentazione e l’amplificazione del suo potere: uno degli artefici di questi eventi fu Cristoforo da Messisbugo , il più celebre scalco degli Este.

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