BORSO (1413-1471)

borsoFu il primo ad ottenere dal Papato il titolo di DUCA di Ferrara nel 1471: mossa politica per porre un presidio contro le pericolose ambizioni dei Veneziani. In questa occasione Michele Savonarola, medico di corte e nonno di Gerolamo, compose per lui un elogio scritto.

Borso si dedicò alla vita militare e combatté per diverse potenze fino al 1450, quando subentrò a Leonello nel governo di Ferrara.

Più che nella cultura si impegnò nell’ampliamento e abbellimento della città: fece costruire la Certosa, il campanile del Duomo e il suo grande capolavoro; la delizia di Schifanoia; allargò le mura a sud della città, incamerando l’isolotto di Sant’Antonio in Polesine, con l’omonimo monastero.

Borso si dimostrò molto attivo anche nella sistemazione delle acque e nelle opere di bonifica del territorio ferrarese che da sempre aveva dovuto combattere con i problemi dell’idraulica.

Monumento di Borso

In origine, nel 1452, era posto di fronte al Palazzo della Ragione, e questo spiega perché il Duca sia seduto in trono nell’atto di giudicare.

Nel 1472 Ercole I, fece spostare la statua del fratello a fianco dell’ingresso principale al Palazzo di Corte, accanto al monumento paterno, in modo da nobilitare la facciata del palazzo.

Venne gravemente danneggiata da un incendio nel 1716: la colonna su cui si erge il monumento venne ricostruita di li a poco impiegando antiche lapidi sepolcrali prelevate a questo scopo dal cimitero ebraico, e tuttora imprigionate nel fusto monolitico.

chiudi