Matteo Maria Boiardo

conte di Scandiano (Reggio Emilia) nacque a Scandiano nel 1441 e morì a Reggio Emilia nel 1494.

E’ il grande poeta che con il poema ORLANDO INNAMORATO, riprende il filone letterario cavalleresco medioevale rigenerandolo e adattandolo alla nuova visione dell’uomo maturata nell’ambito della cultura umanistica.

Fondendo insieme la materia d’amore del ciclo bretone e la materia cavalleresca del ciclo carolingio (letture molto apprezzate dalla corte estense) egli concepisce per primo una nuova immagine di Orlando, degli altri cavalieri e di Angelica. Quando ella appare alla corte di Carlo Magno,infatti, i paladini dimenticano il loro dovere di difensori della cristianità di fronte alla avanzata degli arabi e non esitano a lottare tra di loro per averla in sposa. Orlando se ne innamora perdutamente.

L’amore diventa l’elemento vitale della narrazione poiché da esso scaturiscono le avventure, le contese, i duelli,le descrizioni e i comportamenti dei protagonisti.

Accanto a questo filone principale si snodano,sempre suggerite dalla fervida fantasia del poeta,altre storie: la spedizione in Francia del re saraceno Agramante con i suoi alleati,le imprese compiute da Gradasso per conquistare la spada di Orlando (la famosa Durlindana) e il cavallo di Rinaldo (Baiardo), l’amore di Ruggero per Bradamante (filone che rimane incompiuto per l’interruzione del poema).

Boiardo trova congeniale alla sua ispirazione poetica la composizione in strofe di otto versi,

chiamate perciò “ottave”, tutte strutturate secondo lo schema AB AB AB CC, numerate e raccolte in libri simili a grandi capitoli; per questi motivi si parla di “poema romanzesco” cioè una sorta di lungo romanzo ma scritto in poesia.

Come si può notare, nell’“Orlando innamorato” vengono disegnati criteri stilistici e scenari narrativi che verranno ripresi, in forma più completa e di più alta poesia, dall’Ariosto nel suo poema “Orlando furioso”, pensato proprio come una continuazione dell’”Innamorato”.

Anche il Boiardo, come altri letterati alle dipendenze degli Estensi,dovette alternare la sua passione per gli studi letterari e la scrittura con incarichi di carattere militare o amministrativo. Il duca Ercole I lo assunse nel 1476 ma pochi anni dopo lo nominò capitano a Modena (1480) e poi a Reggio (1482) ma nonostante la breve permanenza a Ferrara, apprezzò i suoi scritti e volle partecipare alle spese di stampa in occasione della pubblicazione del poema.

Perfetto conoscitore della lingua e letteratura greca e latina, il Boiardo fu eccellente traduttore e autore di opere letterarie e poetiche sia in lingua latina che in volgare.

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