E’ tra i maggiori poeti italiani di tutti i tempi per il suo capolavoro Orlando furioso.
Ancor giovane si trasferì a Ferrara con la famiglia e, in seguito alla morte del padre nel 1500, dovette assumersi, come primogenito, la responsabilità economica e morale della famiglia, composta da nove fratelli, di cui uno portatore di handicap.
Si mise quindi al servizio degli Estensi, dapprima come segretario del cardinale Ippolito I durante il ducato di Ercole I , poi alle dipendenze di Alfonso I. Fu da essi utilizzato, secondo la consuetudine del tempo, in numerosi e diversi incarichi, tra i quali anche quello di governatore della Garfagna per tre anni. Visse il resto della sua vita a Ferrara dove scrisse quasi tutte le sue opere letterarie, in cui spesso esalta la grandezza e le virtù della casa d’Este.
L’Orlando Furioso è un poema cavalleresco che riprende le gesta di Orlando e dei paladini di Carlo Magno in guerra contro i Saraceni, narrate in epoca medievale nella Chanson de Roland.
Nel ‘400 il genere cavalleresco era stato riproposto dal letterato e poeta ferrarese Matteo Maria Boiardo con il poema Orlando innamorato, di cui il Furioso rappresenta la continuazione. L’Ariosto immagina Orlando non più come l’eroe medioevale che agisce ispirandosi ad un ideale religioso, ma come un uomo del proprio tempo (Rinascimento), cioè un uomo in carne ed ossa, dominato dalla passione amorosa per Angelica, la bella figlia del re del Catai, da lui sempre inseguita, innamorata però del cavaliere Medoro. Proprio il “tradimento” della fanciulla scatena la furia di Orlando, che, impazzito per il dolore e la gelosia, erra per i boschi compiendo azioni indegne per un eroe della sua fama.
Nel poema domina la fantasia del poeta che si esprime nel racconto, nelle azioni, nelle descrizioni dei luoghi e dei personaggi, nei colpi di scena, nelle magie; l’autore non si sofferma sulle spiegazioni e le interpretazioni ma propone sempre nuovi episodi, per il piacere di raccontare liberando la fantasia ma adattando le parole al rigido schema metrico in ottave, AB-AB-AB-CC.
Gli episodi più famosi del poema sono: La fuga di Angelica, Astolfo sulla luna, La pazzia di Orlando.
Oltre al suo capolavoro, che lo tenne lontano per più di dieci anni e che rielaborò a più riprese, “messer Ludovico” scrisse, in età giovanile, poesie ispirate allo stile dei grandi poeti latini, frutto della sua educazione umanistica; compose, inoltre, cinque commedie e, in età matura, sette Satire. Oltre alla produzione letteraria e poetica l’Ariosto dedicò lunghi studi e grande impegno al teatro. Nell’ambito di una vasta operazione culturale voluta dal duca Ercole I, egli curò la riscoperta e la messa in scena per la corte di alcune commedie latine di Plauto e Terenzio, adattandole al gusto del pubblico del tempo.
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