Gli arazzi

L’arazzo è un tessuto speciale, in quanto sul telaio i fili vengono intrecciati in modo tale da rappresentare una figura o un paesaggio. È’ diverso dal tessuto ricamato perché il ricamo è un ornamento eseguito successivamente sul tessuto.

I filati utilizzati possono essere di lana, seta di vario colore, oppure d’oro e d’argento.

Gli arazzi vengono usati per decorare le pareti delle sale di palazzi e castelli.

L’arazzo nasce durante il Medioevo in Francia, nelle Fiandre e i Germania. Si ritiene che il termine “arazzo” derivi dal nome della città francese di Arras che era tra i maggiori produttori.

L’arazzeria (arte di fabbricare gli arazzi) si diffuse con risultati eccezionali anche in Italia dal ‘400.

A Ferrara l’arazzo viene introdotto a corte, secondo i documenti, dal marchese Nicolò III , che ordinò l’acquisto di panni “completi da camera” e tessuti per pareti. Già dal 1440 è attestata la presenza a Ferrara di arazzieri professionisti, chiamati dalle Fiandre per riparare vecchi paramenti e produrne di nuovi. Infatti, i tessuti avevano bisogno di un’accurata manutenzione, perché venivano molto usati in quanto venivano anche esposti all’esterno per festeggiare l’arrivo in città di personaggi illustri e seguivano il Signore nei suoi spostamenti.

Le scene più rappresentate erano: vita campestre, caccia, giochi, feste; i personaggi ritratti erano generalmente: eroi dell’antichità, protagonisti dei poemi epici o cavallereschi; ma anche stemmi, simboli araldici e le “imprese” estensi.

Alla corte estense l’arazzeria ebbe grande impulso durante il governo di Leonello (1441/1450) che privilegiò questo tipo di decorazione rispetto alla pittura. Il suo successore Borso , primo duca di Ferrara, utilizzò gli arazzi per propagandare ed esaltare le virtù proprie e della sua corte, apponendovi i propri simboli.

L’arazzo, divenuto un elemento di primaria importanza, ebbe un grande incremento mediante la produzione locale diretta da professionisti fiamminghi. Venne istituito un ufficio apposito che sovrintendeva a tutte le pratiche relative alla lavorazione, alla manutenzione e agli ordini di acquisto. Periodicamente ne venivano compilati inventari con minuziose descrizioni, perciò rappresentano per noi testimonianza preziosa per ricavare informazioni su lavorazione, personale, costi, committenze, ecc…

Gli arazzi facevano parte del “guardaroba di corte” che passava in eredità al successore come patrimonio di famiglia.

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